

Studiare all’estero … quanti di voi hanno vissuto quest’esperienza? Era il mio sogno da sempre e grazie ad una semplice pubblicità affissa sulle pareti del nostro liceo, in parte ho realizzato questo desiderio. Una capatina in segreteria e dopo pochi mesi sono riuscita a decollare e raggiungere la meravigliosa Toronto, importante metropoli canadese, città vivace e cosmopolita. La mia esperienza oltre oceano è stata sensazionale, assolutamente unica. Basta poco per vivere un sogno. In principio tutto era sconosciuto, estraneo, nuovo.. gli odori, le cose, la mentalità..le persone ! Ho avuto qualche difficoltà inizialmente ad ambientarmi..ero l’unica ragazza del “sud”, il mio gruppo era composto, fatta eccezione per un fiorentino e quattro milanesi , da ragazzi provenienti da un liceo di Genova. Molti di loro si conoscevano gli uni con gli altri, per cui i primi giorni è stato difficile per me inserirmi. Ho scelto la sistemazione in famiglia e ho condiviso la stanza con altre due ragazze, una italiana come me e l’altra spagnola..una delle poche cose negative che ho riscontrato è stato alloggiare presso una “famiglia” non composta da un vero e proprio nucleo familiare bensì da una sola signora… giovane si, ma con poco tempo da dedicare ai suoi studenti. Solo durante la cena potevo dialogare con la mia “host mum” e divertirmi a migliorare il mio inglese e imparare i famosi “idioms”. Ma inizialmente non riuscivo né a mangiare né a dormire né ad assumermi tutte le responsabilità che la mia “host mum” mi aveva assegnato. Ero nervosa e stanca, sembrava un incubo, ma non perche mi sentissi lontana da casa, sola in una vera e propria città e impaurita dal mondo nuovo che mi circondava li fuori,anzi, ma perché all’andata, all’aeroporto, me ne erano successe di tutti i colori; l’idea di non poter partire mi aveva terrorizzato e quindi, una volta giunta a destinazione, ammettere che ero finalmente giunta nella “mia” Toronto, mi era difficile.

Mi ci sono voluti tre giorni per tornare a vivere come si deve, per ambientarmi e stringere amicizie, per affrontare i primi test di inserimento nel corso linguistico. Ogni mattina mi aspettavano quattro ore di lezione, la scuola si trovava all’interno del “mall” e grazie al bus n°10 arrivavo sempre puntuale alle lezioni. Il gruppo di studenti era diviso in due parti; chi faceva “english grammar” e chi invece “Canadian history”. Seguiva un break di mezz’ora per consumare il nostro “paket lunch” per poi prendere parte ad escursioni e visite guidate. Quante risate sul famoso school bus insieme ad una delle nostre “teacher” che ci allietava con canzoncine di stampo Disney e racconti delle sue esperienze a Toronto. È stato grazie a lei che sono riuscita a visitare , l’“University of Toronto” meta prefissa prima del soggiorno studio. Lo desideravo davvero tanto, le prof.sse italiane si erano opposte , ma alla fine grazie ad una delle “teachers” sono riuscita a calcare e percorrere i viali dell' università! Dopo una giornata ricca di avventure, alle prese con la vita canadese si rincasava sempre grazie al rinomato bus n°10, forse è stato una delle tante cose che mi ha colpito di più..mi avevano detto più volte che Toronto era”patria di tutti”, un misto di culture e razze mondiali, una diversa dall’altra; solo li, sul bus, potevi ammirare la differenza tra persone, dal colore di pelle alle acconciature, dall’abbigliamento all’accento, ed era davvero magnifico poter relazionarti con loro, ascoltare la storia della loro vita e raccontare le brevi avventure della tua. A casa ad aspettarmi c’era sempre un esile piatto di riso, credetemi se volete mettervi a dieta , un’esperienza del genere vi rende tutto più facile. Solo la domenica si mangiavano lasagne, piatto preferito della mia host mum di origine mauriziana. Di notte, io e la coinquilina spagnola, eravamo costrette a scendere di

soppiatto in cucina, in preda alla fame, per rifocillarci di pane e nutella. Non mancavano di certo cene con amici della mia host mum e piccole gite notturne in giro per la periferia alla ricerca di feste tradizionali. A rendere quest’esperienza ancora più speciale sono state le amicizie che ho stretto, particolarmente con le ragazze di Genova; abbiamo legato davvero tanto e continuiamo a legare nonostante la lontananza. Ci siamo promessi un’altra vacanza cosi tutti insieme e spero che ciò posso avvenire. Tante piccole cose possono farti vivere indimenticabili attimi, come ad esempio la coreografia di un ballo per il “talent show”, la presentazione di una ricerca, la pioggia durante la visita alle cascate del Niagara o ancora mangiare un hot dog per strada ma specialmente la provocazione dei ragazzi francesi appena sconfitti nei mondiali di calcio. Anche se per poco tempo, solo 15 giorni, sono riuscita al 100% a migliorare il mio inglese, a relazionarmi con persone sconosciute e soprattutto a stringere amicizie con ragazzi di tutto il mondo. L’organizzazione, EF, agenzia molto conosciuta presso la quale mi sono rivolta, giorno per giorno, un po’ alla volta , cercava di farci assaporare un pizzico della vita, delle tradizioni e dei posti canadesi. Da Toronto alle rinomate “Niagara falls”, da musei storici ai campi da baseball, dalla CN tower ai grandissimi centri commerciali..ragazzi un’esperienza da vivere. Arricchisce e fa crescere. Se volete avventurarvi in un’esperienza cosi, non esitate a contattarmi sono sempre disposta a dare informazioni!