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I freschi venti dei ribelli mesi primaverili ci scompigliavano i capelli ed i sogni erano tutti volti all’irraggiungibile orizzonte che, metro dopo metro, sotto lo sguardo sfuggente del sole calante, sembrava sempre più sfocato e distante. Attorno ai nostri spiriti danzanti si dipanavano parapetti ed onde, piscine e lettini, animatori e baristi, accorpati nella mole gigantesca di una nave turistica attratta dal sirenico richiamo delle isole egee. E noi, chissà come, chissà perché, vivevamo da partecipi attori quella che si sarebbe rivelata un’esperienza di difficile ripetibilità, tanto per la gratuità quanto per l’unicità. Noi, infatti, fortunati viaggiatori, eravamo stati selezionati per partecipare all’interessante corso “Preparazione liceale in ambito aziendale”, istituito allo scopo di fornirci i rudimenti dell’ “arte del accettazione clienti”. La settimana a bordo dell’ospitale imbarcazione ci consentì di assuefarci alle sue molteplici piacevolezze, ammaliarci dinnanzi alla straordinaria opulenza dei sui arredi (forse eccessivi), appagarci per i non comuni passatempi. Il tempo scorreva con la lentezza di una clessidra dal foro angusto, quasi volesse concederci l’ osservazione delle tonalità di ogni istante. Le mattinate erano destinate alla visita della più conosciute mete elleniche costiere: la storica Olimpia, sede dei primi giochi panellenici; l’ anacronistica Atene, vinta dal giogo fra passato e presente; il mosaico di caratteristiche isole; la medioevale Dubrovnik; l’ inimitabile Venezia. Ci immergevamo in una storia vetusta ed al contempo fervida di fascino. La nave ci attendeva paziente, come una madre che getta al collo del figlio le braccia, al ritorno di questi da un periglioso viaggio. I pomeriggi trascorrevano fra risa e giochi, prima che le conferenze sull’ amministrazione dell’ imbarcazione, ospitalità, rispetto delle gerarchie navali avessero inizio. Abbondanti e raffinate cene chiudevano le formali serate, lasciando al libero arbitrio il proseguo delle nottate. Il banco di prova più importante per testare le nozioni apprese a bordo fu Venezia, in quanto ci trovammo ad affiancare i dipendenti di bordo ai punti d’ accettazione. Si rivelò un momento più piacevole di quanto ci si potesse attendere, in particolar modo per l’ affabilità dello staff, conscio delle innumerevoli difficoltà e paure che possono attanagliare novizi come lo eravamo noi. L’ epilogo della nostra breve quanto intensa esperienza si concretizzò nel mai tanto rinnegato porto dell’ amabile Bari, meta di un viaggio di grandi eccessi e di piccole soddisfazioni.
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